221

By Niccolò da Correggio

L'acto legiadro, riverente e umano

qual fa che in vui chiara virtù si vede,

non disdegnata di servirmi al piede

con la vostra gentil candida mano,

parer m'ha facto ismemorato e insano

a non vi render debite mercede.

Or, ritornato in me, vi do la fede

che comandar non mi potresti in vano.

L'è ver che il premio non è al merto equale,

che a tanta umanità, chiaro confesso,

satisfar non si può d'opra mortale;

ma questo fra di vui sola interesso,

se l'offerta ch'io fo troppo non vale,

che più non vi può dar chi dà se stesso.