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Quando veggio apparir dall'Oceano
Febo battendo il dorso a i suoi destrieri,
Incominciano tosto i miei pensieri
A chiamar lor oggetto, ch'è lontano.
"O chioma, o fronte, o guancia, o seno, o mano,
Dove mai siete? e voi begli occhi alteri,
D'Amore e d'onestà forti guerrieri,
A chi donate l'alto sguardo umano?"
Ond'io allora rispondo: "Al Reno, al Reno
Ite, pensieri miei: non vi rammenta
Ch'ivi lasciammo il nostro caro pegno?"
Tosto volano i lieti al bel terreno,
Di lor restando l'egra turba e lenta
A portarmi sovente e noia e sdegno.