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By Bernardo Tasso

Mentre Austro et Aquilone

pieni d' antico sdegno

conturban di Nettunno il vasto Regno,

e l' armato Orione

con la spada funesta

dal Cielo lo minaccia e lo molesta,

nocchier saggio et accorto,

per non perder la nave

di ricche e preciose merci grave,

le vele in queto porto

chiude, e da lungi mira

del superbo Ocean l' orgoglio e l' ira,

e questa barca e quella,

travagliata da l' onde,

senza vela e timon dar da le sponde

a l' orribil procella

le merci, onde il mar pieno

nasconde ad or ad or l' ondoso seno:

e qual cedendo al verno

dopo molte fatiche

in preda darsi a l' acque empie e nimiche

con un naufragio eterno,

qual, rotto arbori e sarte,

sospinta andar in qualche strana parte,

onde si veggion molti

già tuffati nel fondo

urna farsi del mare alto e profondo,

dai mostri orridi accolti,

e pochi andando a nuoto

stanchi al lido arrivar caro e remoto;

ma come in occidente

vede che 'l biondo Apollo

il giogo a' suoi destrier tragge dal collo

tutto chiaro e lucente,

né più l' empie querele

sente del mar, fa in alto alzar le vele,

e poi che 'l vago volto

da nulla macchia offeso,

anzi dal lume del fratello acceso,

ha Cinzia al mondo occolto,

con un festoso grido

salutando il terren lascia il bel lido,

e va lieto e felice

col mattutino raggio

senza nullo timore al suo viaggio,

mentre solcar gli lice

il mar, mentre che giace

senz' onda, et han fra loro i venti pace.

Così, Vittoria, voi,

mentre ch' oscura e bruna

tempesta di maligna aspra fortuna

degli accidenti suoi

inalza l' acque irate,

nel porto del vostr' animo vi state,

nel porto ognor securo

da terrene tempeste

ch' affetto alcun mortal commova o deste,

porto tranquillo e puro,

che sempre uguale e piano

aura non move di pensier mondano,

e da lungi vedete,

senza alcuna temenza,

con quella vostra giovenil prudenza

come turbi e 'nquiete

col vento de' desiri

fortuna il golfo de' nostri martiri,

e come a molti ancora

affonde il legno frale

flutto di noia o di piacer mortale,

e che pochi dolc' ôra

di virtù ardente e viva

sospinge e porta a la bramata riva.

State secura e queta

in questo porto sorta,

e con la fune da ragione attorta

a questa riva lieta

legate pur la barca

de' vostri alti desii gravosa e carca,

ch' io veggio il chiaro sole

de la gran virtù vostra,

che con mille be' raggi a noi si mostra,

disgombrar, come suole

l' alba l' ombre al mattino,

ogn' atra nebbia di fiero destino;

e mi par di sentire

nel nobil Vaticano

lieto cantar il gran popol Romano,

pien di caldo desire,

per eterna memoria

gli onor de la seconda alta Vittoria.