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Mentre Austro et Aquilone
pieni d' antico sdegno
conturban di Nettunno il vasto Regno,
e l' armato Orione
con la spada funesta
dal Cielo lo minaccia e lo molesta,
nocchier saggio et accorto,
per non perder la nave
di ricche e preciose merci grave,
le vele in queto porto
chiude, e da lungi mira
del superbo Ocean l' orgoglio e l' ira,
e questa barca e quella,
travagliata da l' onde,
senza vela e timon dar da le sponde
a l' orribil procella
le merci, onde il mar pieno
nasconde ad or ad or l' ondoso seno:
e qual cedendo al verno
dopo molte fatiche
in preda darsi a l' acque empie e nimiche
con un naufragio eterno,
qual, rotto arbori e sarte,
sospinta andar in qualche strana parte,
onde si veggion molti
già tuffati nel fondo
urna farsi del mare alto e profondo,
dai mostri orridi accolti,
e pochi andando a nuoto
stanchi al lido arrivar caro e remoto;
ma come in occidente
vede che 'l biondo Apollo
il giogo a' suoi destrier tragge dal collo
tutto chiaro e lucente,
né più l' empie querele
sente del mar, fa in alto alzar le vele,
e poi che 'l vago volto
da nulla macchia offeso,
anzi dal lume del fratello acceso,
ha Cinzia al mondo occolto,
con un festoso grido
salutando il terren lascia il bel lido,
e va lieto e felice
col mattutino raggio
senza nullo timore al suo viaggio,
mentre solcar gli lice
il mar, mentre che giace
senz' onda, et han fra loro i venti pace.
Così, Vittoria, voi,
mentre ch' oscura e bruna
tempesta di maligna aspra fortuna
degli accidenti suoi
inalza l' acque irate,
nel porto del vostr' animo vi state,
nel porto ognor securo
da terrene tempeste
ch' affetto alcun mortal commova o deste,
porto tranquillo e puro,
che sempre uguale e piano
aura non move di pensier mondano,
e da lungi vedete,
senza alcuna temenza,
con quella vostra giovenil prudenza
come turbi e 'nquiete
col vento de' desiri
fortuna il golfo de' nostri martiri,
e come a molti ancora
affonde il legno frale
flutto di noia o di piacer mortale,
e che pochi dolc' ôra
di virtù ardente e viva
sospinge e porta a la bramata riva.
State secura e queta
in questo porto sorta,
e con la fune da ragione attorta
a questa riva lieta
legate pur la barca
de' vostri alti desii gravosa e carca,
ch' io veggio il chiaro sole
de la gran virtù vostra,
che con mille be' raggi a noi si mostra,
disgombrar, come suole
l' alba l' ombre al mattino,
ogn' atra nebbia di fiero destino;
e mi par di sentire
nel nobil Vaticano
lieto cantar il gran popol Romano,
pien di caldo desire,
per eterna memoria
gli onor de la seconda alta Vittoria.