223
Ch'io paragoni al Ciel la chiara fronte
Di chi sovra il mio cuore impera e posa,
O pur la gota alla vermiglia rosa,
E i lumi al Sol, ch'appar sull'orizzonte;
Che il tumidetto labbro un dolce fonte
Io chiami di soave ambra odorosa,
Ed alla via di latte e luminosa
Il candore del seno io ponga a fronte,
Non udirà giammai dalla mia lira
Chi seguace de' carmi a i colli Ascrei,
Tratto dall'estro, di poggiare aspira;
Mentre il suo bel, ch'è minor pregio in lei,
Argumento di laude in me non spira,
Ma la virtù, di cui l'ornar' gli Dei.