226 (RVF 265)

By Girolamo Malipiero

Aspro e cieco mio cor e cruda voglia,

deh, quando mai noi muterem figura?

Se l'impresso rigor gran tempo dura,

avrà, temo, di noi Satan la spoglia.

Si cangia il mondo più ch'al vento foglia:

ora è dì chiaro, e ora è notte oscura;

ora s'allegra l'uom di sua ventura,

or per adversità pieno è di doglia.

Però che 'l tutto passa rimembrando,

e ciò veggendo noi per vera prova,

facciam opre di vita oneste e salde.

Non è sì duro cor, che lagrimando

a' pie' di Cristo, ad amor non si mova,

né sì freddo voler, che non si scalde.