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Quel che vedi colà languido rio
Volgersi intorno alle gran' ripe oscuro
E denso quasi stagno, egli è l'impuro
Lete, che dalla valle Inferna uscìo.
Tuffansi l'alme pria nel flutto rio,
Quando s'appressa il lor viver futuro;
Poi fan ritorno al nuovo carcer duro,
Ogni passato lor posto in obblio.
Nasce quell'onda in seno a Dite immondo,
E tal ria porta qualità dal fonte,
Che del passato ogni memoria toglie.
Quivi non sol, ma in grembo ancor del Mondo
Un rivo di tal acqua il corso scioglie,
E a ber ne son l'ingrate anime pronte.