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By Celio Magno

Oh quanto esser mi dei diletto e caro

tu, che col raggio e 'l suon l'ore mi mostri,

che, fermando il tuo corso, i piacer nostri

festi incauti al fuggir del tempo avaro.

Per te mie gioie allor si raddoppiaro,

tal ch'invidia non ebbi a gaudî vostri,

alme beate ne' superni chiostri,

finché mi colse il dì nascente e chiaro.

Ed a quel che provai, breve spavento,

salvo or pensando, alto piacer ne piglio,

e dolce al cor, quel poco amaro i' sento.

Ma s'altro fin sortia sì gran periglio,

io ben chiuder potea lieto e contento,

dopo tanto diletto, in morte il ciglio.