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By Nicolò Franco

De' miei montoni frutto, d'anno in anno,

(il Caprar Aretin così giurava

sopr'un novello altar che gli sacrava)

a te Pan darò tutti, e senz'inganno.

Pur che il tuo fido nume d'ogni danno

gli tenga esenti, e scorga da la prava

vista, che l'altrui bene aduggie e aggrava,

sì che il lor gregge non ne senta affanno.

E ne le giostre più spediti e snelli

corrano, mentre fia ch'io gli procacci

lieta pastura in questi prati e in quelli.

Onde per l'erbe tutti ascosi lacci

rompan saltando, né per gli arboscelli

ramo fiorisca, che lor corna impacci.