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By Auteur inconnu

O tu, che gli anni preziosi e l'ore

Ne' vani studj consumando vai,

E sol tesoro all'altre età ne fai

Pel brieve acquisto di fugace onore,

Veggoti già per fama altrui maggiore,

Maggiore in merto: ma d'acerbi guai

Qual messe dopo morte alfin corrai,

Se tardi apprendi a divenir migliore!

Ascolta, ascolta: nell'estremo giorno

Andrà il tuo nome in sempiterno obblio,

E frutto avrai sol di vergogna e scorno.

“Ecco”, diran le genti, “il pazzo, il rio,

Che, di sublime, chiaro ingegno adorno,

Tutt'altro seppe che sé stesso e Dio.”