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Ritrassi il piede alfin dal crudo Regno,
Ov'ancor del mio mal la vera istoria
Scritta è ne' marmi, e di sì gran vittoria
Tua fu la lode e 'l vanto, o forte Sdegno.
“Qual da sì vile amor tu, che lo 'ngegno
Hai vòlto a' sacri studj, attendi gloria?
Come nel cor non serbi alta memoria
Di tante offese tue, del torto indegno?”
Tu così mi dicevi, ed Io del core
Ratto ne trassi il dardo empio e fatale,
Che di sua propria man v'affisse Amore;
Ond'or questo a te sacro infranto strale:
Sì potess'Io, per tuo trofeo maggiore,
La sua face sacrarti e l'arco e l'ale.