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Mentr'oggi, Silvia, a pascer l'agne inteso
Men gia d'Alfeo lungo l'erboso lido,
E dal desio d'udir tue rime acceso,
Le affretto or colla verga, ora col grido,
Tra le frondi d'un pin veggo sospeso
Questo di Rusignuoli industre nido,
E di repente insulla cima asceso,
Da' rami, onde pendea, lieto il divido.
Pastorella per via non vidi io poi,
Che, per averli, non narrasse quanti
Eran per tutt'Arcadia i pregi suoi.
Ma pur, d'ogn'altra disprezzando i vanti,
Serbaili a te, perché da i versi tuoi
Apprenderanno più soavi i canti.