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Scarco d'ogni pensier tristo e noioso,
Io mi vivea di mia sorte contento.
Mi vide il Sole a lieti uficj intento,
E fra l'ombre godea dolce riposo.
Di mill'alme cantando l'amoroso
Stato, gioiva nell'altrui tormento;
Quando mi colse al varco Amor non lento:
Scoccò lo strale, e mi ferì fastoso.
Ferimmi, ahi lasso, e 'l mio felice stato
Cangiato è in mesti giorni, in lutto il canto,
Né di sperare un dì seren m'è dato.
Oh di non sana mente insano vanto!
Come placido il mar turbasi irato!
Come tosto si cangia il riso in pianto!