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Lampo sì bel mi balenò sul ciglio,
Ch'abbagliato lo sguardo al suo splendore,
Si confuse alla mente ogni consiglio,
Né credei darsi mai luce maggiore.
Passando allor d'uno in un altro errore,
Stimai gloria il servir, sorte il periglio,
E ogni ben pose ed ogni cura il core
In questa valle del mortale esiglio.
Or che, mercé di maggior lume, il vero
Scorgo, qual Uom, che le notturne scene
Torni a mirare a i rai del Sol sincero,
Quelle apparenze di fallace bene
Derido e sprezzo, e sgrido il reo pensiero,
Che l'immagini vane ancor ritiene.