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By Auteur inconnu

Cesare, poi che del Rivale estinto

Il teschio vide insull'Egizzio lido,

Pianse, del cuore per celar l'infido

Piacer, con volto di pallor dipinto.

E il feroce Annibal, di rabbia tinto

Delle palme Romane al pregio e al grido,

Mentre i compagni fean dolente strido,

Rider fu visto simulato e finto.

Così l'animo uman cupo e profondo

Mirar si fa, solo a celarsi intento,

Or con dolente aspetto, or con giocondo.

E però se talor rido, e contento

Mi mostro, il fo sol per celare al mondo

L'acerbo duol, che dentro l'alma io sento.