23 Oh bella amante mia
Oh bella amante mia,
O fior di leggiadria,
Ti dier le rose
Il lor molle colore,
La neve il suo candore
In sen ti pose.
Non in terrestre ajuola
Si trova la vïola,
Che agli occhi tuoi
Diede la sfumatura
Indenita e pura
Dei color suoi.
Ma nel tuo core io stesso,
Nel tuo cor mi ci ho messo;
Son io, son io,
Che accesi nel tuo core
Il bel raggio d'amore,
Col soffio mio.
Anco fu a me cortese,
Del mio cervello prese,
Sembra, gran cura
Nel compormelo bene,
Lesto come conviene
La dea Natura.
Ha, con benigne dita,
L'ascosa trama ordita
De' nervi miei,
Sicchè ad ogn'urto lieve
Più moto il sen riceve,
Ch'io non vorrei.
Ma nel mio cor tu stessa,
Nel mio cor ti se' messa;
Di poesia
Questo raggio sereno,
Tu m'accendesti in seno,
Fanciulla mia.
Or vieni e a me t'abbraccia,
Come all'olmo s'allaccia
L'amica vite;
Così le fiamme poi,
C'ardon disgiunte in noi,
Splendano unite.
Possano in cor brillare,
Come sopra un altare,
A la Natura,
Che a te, o gentil, largìa
Bellezza e leggiadria
Fuor di misura;
E a me l'ardito ingegno,
Per farmi di te degno:
Perchè nel core
D'entrambo, avesse loco
Questo scambievol foco
D'inclito amore.