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Forte pensier ne' miei desiri affiso
Mi spinse un giorno alla magion d'Amore,
E giunto all'inuman fiero Signore,
Ch'era su tron, cinto di fiamme, assiso,
Vidi il barbaro tetto, e tutto inciso
Era a note di pianto e di dolore,
Mentre d'intorno un indistinto orrore
Scorreva ognor per tener lungi il riso.
Folte schiere d'Amanti afflitte e smorte
Alto quivi piangeano, e fin la spene
Io vidi mesta, e in volto umil la sorte;
E il crudel, che d'ognuno udia le pene,
Sai, mio Cor, che facea? dannava a morte
Chi soffrir non volea le sue catene.