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By Nicolò Franco

A te Pan, a voi Dei tutti altri in frotta,

ch'a vostr'agio ne' boschi vi sbragate,

e a l'ombra de' faggi vi menate

i cazzi ognior, per carestia di potta,

cinque di cascio e cinque di ricotta

fiscelle, per mia man tutte ingiuncate,

consacro in questo altar, per che veggiate

com'io fotter mi facci e come io fotta.

Così cantava il Gran d'Arezzo, e in tanto

chi su, chi giù correan gli storioni,

e 'l suo canal moveasi tutto quanto,

senza le barche piene di melloni,

che parea che corresseno a quel canto,

e le zattere carche di carboni.