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By Alessandro Sforza

Solo io più ch'altri a tutto il mondo sono

Exemplo vero di fortuna e quanto

Sia il dolor grave di piacer in pianto

Da lei converso senza mai perdono;

Quanto inperfecto sia ciascun suo dono

E quanto amaro il suo più dolce canto,

Col viso tincto sotto al verde manto

Di mei lamenti ascoltissi hora il sono;

Quanto fallace in lei ogni speranza

E quanto sia inimica a l'alte imprese

Vegial' ciascun che in pensier mai inbruna,

E vegia il mio dolor che ogn'altro avanza,

Di pentimento pien senza diffese

E meglio intenda quanto vol fortuna.