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Sei pur tu, pur ti veggio, o gran Latina
Città, di cui quanto il Sol aureo gira
Né altera più, né più onorata mira,
Quantunque involta nella tua ruina.
Queste le mura son, cui trema e inchina
Pur anche il Mondo, non che pregia e ammira;
Queste le vie, per cui con scorno ed ira
Portar' barbari Re la fronte china.
E questi, che v'incontro a ciascun passo,
Avanzi son delle mirabil' opre
Men dal furor che dall'età securi.
Ma in tanta strage, or chi m'addita e scopre
In spirto vivo, e non in bronzo o in sasso,
Una reliquia di Fabrizj e Curj?