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By Niccolò da Correggio

Misero el dì che per mia morte nacqui

pien di mille miserie e mille errori,

le fasce ov'io fui avolto fun dolori,

pianto la culla dove prima giacqui;

ma puoi, quando, mercè d'Amor, rinacqui,

ch'io dovea goder gli anni mei migliori,

ecco una fredda neve occupò i fiori,

tanto a la terra, al celo, a Iove spiacqui.

L'età che aspectar tempo mi concesse

suspirando passai, per fin che Amore

fra quei languidi fiori un per me ellesse;

di lacrime die' a quel sì caldo umore,

che, fiorito, Iunone Argo gli messe

in guardia: ond'io son d'ogni speme fore.