235)
Quella pietà, che te, Signor, già prese,
Onde non fosti di tue grazie scarso
Venendo a morte, che a noi vita rese,
Oggi ti prenda del tuo sangue sparso.
Le voglie ree, d'ira e di sdegno accese,
Ch'ogni petto cristiano han guasto ed arso,
Deh tu restingui, e volgi al bel paese
U' sei prima, nascendo, in terra apparso,
Poi dove nuova a l'uom legge insegnasti,
Dove alfin si compié l'opra funesta,
Cui per non rimirare il Sol s'estinse.
Mira il terren, su cui trent'anni andasti,
E delle vene tue fiume dipinse,
Come infedel barbaro piè calpesta.