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By Torquato Tasso

Oltre il mar vasto, ove gli aprici campi

scaldano il verno più temprati soli,

drizzan gli augelli peregrini i voli

per ritornar quando 'l Montone avvampi;

ombra non è che pur ricopra o stampi

la terra algente, e i cigni e i lusignoli

tacciono le lor pene e i dolci duoli;

ma io dove ricovro od a quai lampi?

Chi tempra la mia bruma? il dolce raggio

de' bei vostri occhi. A questo io mi riparo

senza varcare il mar, passar l'arene:

questo tra nevi e gelo un vago maggio

m'infiora sì ch'in suon leggiadro e chiaro

sfido i cigni cantando e le sirene.