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By Auteur inconnu

Stancato già di più vedermi intorno

Gente, c'ha mèle in bocca, assenzio in cuore,

A voi, Selve romite, amico orrore,

Stanza de' Semidei, faccio ritorno.

Col soffrire e tacer sperava un giorno

Vedere al genio mio sorte migliore:

Ma ingannato alla fin dal dolce errore,

Prendo me stesso e la mia vita a scorno.

Qui non fia che l'invidia in torvo sguardo

Contra rozza capanna il dente arrote,

Né che più mi lusinghi un finto amico.

Tardi mi avveggio dell'error: ma tardo

Non fu mai pentimento, allor che puote

Virtù nuova sgridare il fallo antico.