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Corso gentil, ch'ove il mar d'Adria freme
con Amor poetando ora soggiorni,
e di lauri e di mirti il capo t'orni,
sì che l'invidia se ne strugge e geme,
se mai non spenga la tua accesa speme
girar del cielo o trapassar dei giorni,
e da la gloria tua sempre abbia scorni
il tempo, ch'i bei nomi oscura e preme,
mira, prego, ove il re degli altri fiumi
sen va superbo, ove il mio vivo sole
gira i suoi raggi con felice corso.
E te vedrai bramar fiori, erbe e dumi,
e le ninfe del Po dolci carole
guidar, cantando Antongiacobo Corso.