237

By Alessandro Sforza

Non è il mio viso tanto freddo e smorto

Che acceso dentro più non sia el mio core,

Quando il bel viso miro e il bel colore

Che sol fa el mondo d'ogni beltà accorto.

Al suo primero assalto io me sconforto

Tanta forza ha del ciel, natura e amore

La vista di costei, che a tute l'hore

Mi fa, come ella vole, hor vivo hor morto;

Poi, respiando entro i begli occhi, scorgo

Una pietà sì piena di mercede

Ch'io ardendo tremo, rido, parlo e piango.

Lasso! che del mio male hor ben me accorgo

Come chi troppo brama e troppo crede!

Così vivo né morto poi rimango.