237
Non è il mio viso tanto freddo e smorto
Che acceso dentro più non sia el mio core,
Quando il bel viso miro e il bel colore
Che sol fa el mondo d'ogni beltà accorto.
Al suo primero assalto io me sconforto
Tanta forza ha del ciel, natura e amore
La vista di costei, che a tute l'hore
Mi fa, come ella vole, hor vivo hor morto;
Poi, respiando entro i begli occhi, scorgo
Una pietà sì piena di mercede
Ch'io ardendo tremo, rido, parlo e piango.
Lasso! che del mio male hor ben me accorgo
Come chi troppo brama e troppo crede!
Così vivo né morto poi rimango.