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By Nicolò Franco

Era comparsa Monna Aurora, e in quello

le rosseggiava il viso di belletto,

e ser Titon, che l'aspettava in letto,

tutto si scompisciava il vecchiarello,

quando, disteso a piè d'un fiumicello,

l'asinaro Aretin, tanto diletto

ebbe nel rimirarla, che, costretto,

prese a menarsi il cazzo per martello.

E le dicea: O mio visotto adorno,

o buona robba più che la Perina,

o s'io t'avessi a potta in dietro un giorno!

Sparve l'Aurora, ond'egli, che vicina

avea la stalla, corse per lo scorno

a fare il resto con la Caterina.