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By Auteur inconnu

Sin dal primo momento, in cui la sorte

O la sventura mia mi volle amante,

Per condurmi a mirare il tuo sembiante

Furono gli occhi miei l'infide scorte.

Apriro gli occhi stessi indi le porte,

Acciò nel petto entrasse Amore infante:

Ove legommi il cuor, fatto gigante,

Con laccio, che no 'l rompe altri che Morte.

Seguono gli occhi sciolti il tuo splendore

A goder vagheggiando, e alla catena

Di schiavitù dannato il cuore io provo.

Or se la colpa è delle luci, il cuore

Come ha il gastigo e 'l danno? Ah non è nuovo

Soffrir del fallo altrui l'ingiusta pena.