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Antri deserti e foschi,
ombrose valli e monti,
e voi di fiere e semplicetti augelli
carchi, sacrati boschi,
superbi fiumi e fonti,
vaghi, leggiadri e limpidi ruscelli,
che sì chiari e sì belli
fuggite mormorando
tra fresche erbette e fiori,
a' qua' i miei primi amori
più ch'altri lieto palesai cantando;
or con sì mesti accenti
udrete i miei lamenti.
Udrete il crudo pianto
de la stanc'alma e trista
al tutto priva del suo sole ameno,
la qual del viso santo
privata e di sua vista,
non puote in tanti affanni venir meno,
ma ognor nel mesto seno
d'ogni dolcezza casso
s'indura e si rinfresca,
acciò ch'il duol più cresca
e pata 'l cuor via maggior strazio, ahi lasso,
e diventi 'l mio male
solo al mondo immortale.
Qual stato sì noioso
il cielo o sia fortuna
diedero ad uom mortal co' ogni lor possa,
che mirando, doglioso
di mie pene, sol una
che di gaudio l'afflitta mente han scossa,
l'acerba sua percossa
non chiamasse diletto?
Ma se scorgesse allora
il bel sol che m'accora,
ugual diria la doglia e l'alto obietto,
e solo il suo splendore
è solo 'l mio dolore.
Fossemi almen concesso
con parole sfogare
il dolor che nell'anima s'interna;
acciò ne udissi espresso
il mio lungo penare
e fossene quaggiù memoria eterna!
Ma quel che mi governa
mi dice pur ch'io taccia,
a ciò che resti esempio
d'ogni aspro e duro scempio,
perché parlando in parte si discaccia
la doglia e disacerba
che dentro 'l petto serba.
Lasso, ch'io pur mi accorgo
l'inabitata piaggia
colma di verdi e ruggiadose erbette,
e questo chiaro gorgo
co' ogni fiera selvaggia,
che aver di me pietà son già costrette.
Stillano lagrimette
i monti e i duri sassi,
ed ogni vago augello
di sopra l'arboscello
piangendo del mio mal solingo stassi,
e sol madonna cruda
trovo di pietà ignuda.
Amor, se gli è pur vero
che con tue sacre leggi,
non dico un uom, ma li superni dèi
e l'inferno più fiero
insieme e 'l mar correggi,
e sei giusto signor com'esser déi,
desta un pensiero in lei
men crudele, che al manco,
s'oprar non vuol pietate,
non opri crudeltate
verso il ferito e tormentato fianco,
e doni e pace e tregua
al cor che si dilegua.
Canzone, a chi spiasse del mio stato
dirai che del sol privo,
or penso, or piango, or scrivo.