2

By Marc'Antonio Epicuro

Antri deserti e foschi,

ombrose valli e monti,

e voi di fiere e semplicetti augelli

carchi, sacrati boschi,

superbi fiumi e fonti,

vaghi, leggiadri e limpidi ruscelli,

che sì chiari e sì belli

fuggite mormorando

tra fresche erbette e fiori,

a' qua' i miei primi amori

più ch'altri lieto palesai cantando;

or con sì mesti accenti

udrete i miei lamenti.

Udrete il crudo pianto

de la stanc'alma e trista

al tutto priva del suo sole ameno,

la qual del viso santo

privata e di sua vista,

non puote in tanti affanni venir meno,

ma ognor nel mesto seno

d'ogni dolcezza casso

s'indura e si rinfresca,

acciò ch'il duol più cresca

e pata 'l cuor via maggior strazio, ahi lasso,

e diventi 'l mio male

solo al mondo immortale.

Qual stato sì noioso

il cielo o sia fortuna

diedero ad uom mortal co' ogni lor possa,

che mirando, doglioso

di mie pene, sol una

che di gaudio l'afflitta mente han scossa,

l'acerba sua percossa

non chiamasse diletto?

Ma se scorgesse allora

il bel sol che m'accora,

ugual diria la doglia e l'alto obietto,

e solo il suo splendore

è solo 'l mio dolore.

Fossemi almen concesso

con parole sfogare

il dolor che nell'anima s'interna;

acciò ne udissi espresso

il mio lungo penare

e fossene quaggiù memoria eterna!

Ma quel che mi governa

mi dice pur ch'io taccia,

a ciò che resti esempio

d'ogni aspro e duro scempio,

perché parlando in parte si discaccia

la doglia e disacerba

che dentro 'l petto serba.

Lasso, ch'io pur mi accorgo

l'inabitata piaggia

colma di verdi e ruggiadose erbette,

e questo chiaro gorgo

co' ogni fiera selvaggia,

che aver di me pietà son già costrette.

Stillano lagrimette

i monti e i duri sassi,

ed ogni vago augello

di sopra l'arboscello

piangendo del mio mal solingo stassi,

e sol madonna cruda

trovo di pietà ignuda.

Amor, se gli è pur vero

che con tue sacre leggi,

non dico un uom, ma li superni dèi

e l'inferno più fiero

insieme e 'l mar correggi,

e sei giusto signor com'esser déi,

desta un pensiero in lei

men crudele, che al manco,

s'oprar non vuol pietate,

non opri crudeltate

verso il ferito e tormentato fianco,

e doni e pace e tregua

al cor che si dilegua.

Canzone, a chi spiasse del mio stato

dirai che del sol privo,

or penso, or piango, or scrivo.