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Quando per girne al Ciel di morte a scherno
Risorgerem da i cupi avelli, e mesti,
Chi più bei pregi ebbe vivendo, in questi
Prevalerà nel regno alto e superno.
Donna, che in questo basso e mortal verno
Fior di tanta beltate in volto avesti,
Quanto n'avrai su ne' giardin' celesti,
Sparsa de' rai del sommo Sole eterno.
Ed io, che amai già tanto in doglia, in foco,
Quanto amerò, là dove fuor d'affanno
Ogni ben s'ama in un sol bene accolto!
Non puote invidia in Cielo aver più loco,
Ma se 'l potesse, i più bei spirti avranno
Invidia a me del core, a te del volto.