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By Auteur inconnu

Signor, non già perché l'eterne e belle

Gioie tu doni a i puri spirti e santi,

O perché al regno de gli eterni pianti

Danna la tua giustizia alme rubelle,

Fia che tema o speranza a queste o a quelle

Opre rivolga i miei desiri erranti,

Né che affetto servil vincer si vanti

Alma simile a te, nata alle stelle.

Ma, di santa superbia acceso, il core

Ciò, che non piace a te, fugge sdegnato,

Per pugnar quanto può teco in amore.

Io bramo più di riamarti amato

Che l'acquisto del Cielo, ed ho in orrore

Più dell'istesso Inferno esserti ingrato.