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Or che d'Olimpia il sacro nome intorno
Suonan le selve e gli antri più segreti,
Fate, o Pastori generosi e lieti,
Lucido più col valor vostro il giorno.
Tra soavi armonie questo soggiorno
V'oda alternar dotti litigi, e queti,
E rendete, imitando i prischi Atleti,
Di lauro il crin, se non d'ulivo, adorno.
Di lauro sì: perocch'ei solo è degno
L'arbore altier, cui Borea offende invano,
D'onorar la virtù d'eccelso ingegno.
E degli stessi Atleti omai lontano
Meste andran quinci l'ombre, e avranno a sdegno
Gl'illustri premj di lor forte mano.