24 [Di anonimo]
Io sono a te mandata, Padre Santo,
e ai tuoi frati, signor cardinali,
per raccontar dei mali
che sono stati, sono e ancor saranno;
e mandami la sede del tuo manto
per la pietà che li vien dei mortali
fedei cristian, li quali
l'ordin del simbol tucto seguito ànno.
Raccomandavi loro,
si come caro teçoro,
poi dicen che la fede di San Pietro
vede tornare indietro,
per che cognosce c'ogni greggia vole
pastor che la conduca e che la munga;
e com' più si dilunga
da lor, del disviamento più si dole
ché 'l lupo 'venta tanto più rapace
quanto di lor si pasce con più pace.
Voi sapete che 'l loco prima mio
volse Cefas che 'n Antioccia fusse,
e quine se condusse
cominciando la chiesa primitiva;
e poscia, come fu piacer di Dio,
a Roma, veramente, mi ridusse
e chiesa vi construsse
faccendo, innansi, me di pietra viva.
Poi fece Vaticano
dove i martiri stano,
e cominciò tanto a crescer la fede
che crede che non vede,
ché per lo mondo sfavillando andava
e parea ben che Roma fusse quella
che surger douìa d'ella
quell'acqua che i pentuti di mal far lava
dicendo a me ch'io fusse quella pietra
en la qual l' Appostolico s'inpietra.
Si crede alcun cristian che non sa il vero
che San Pietro non fusse a Roma mai
e dice a me: – Tu 'l sai,
dilci, che noi siam fuor di tale errore –.
E io respondo: E' soe onde 'l pensero
s'incomincia et raviva ancor, ma guai
a chi offusca i rai
di quella fe che vien dal vero amore;
et suddo tu vuoi dire
ben che nol vogli aprire
che costui non s'accorge e non s'immaggina
che sia in divina paggina
e ll' om non è di necessità stretto
per l'ecterna salute creder piue
che quel che decto fue
per l'evangelical perfecto detto.
Allor concludo e dico che le piante
posaro in me co' le suoi membra sante.
Alcun altro ragiona e dice: – El puote
il Papa trasmutar la papal sede,
così come si vede,
d'un loco in altro, come fu già facto –.
E allegan le parole assai devote
che Geronimo scrive, dice e crede
per miglior de la fede,
che là ou'è il Papa, lì è ogni suo acto,
se con Roma, con Bobbio
facesse, overo Agubbio.
Et io respondo come cosa ferma,
ben ch'or mi veggia inferma,
e dico allor ch'io apro tal secreto
che no si seppe mai per li cristiani:
che già furon pagani
che tentar questo e allor si fe' decreto
che 'l Papa che non vee santa sanctorum
non si scriva in catalago santorum.
Io veggio qui venir d'ogni paese
li peregrin che si muovon da casa
con l'anima lor rasa
di voglia di peccar, pentuti molto,
e adoran me co' le braccia distese
dicendo: – Sede, come se' rimasa?
Or dove si travasa
l'altorità? Chi t'à il tuo poter tolto?
Noi venimmo credendo
e ferma fede avendo
che tu potessi assolver del mal facto
del tempo retroacto,
e, non vedendo in te quel che 'l po' fare,
torniamo a casa piggior che di prima –.
E dicon che la cima
del pensier lor l'inchina in farli errare.
Così si tornan tucti a casa tristi
poi ch' a Roma non trovan chi l'incristi.
Ancho odo ragionare alcun romano,
non credendo ch'io intenda il parlar loro,
ch'apresso di Marforo,
secretamente, fu deliberato
non è gran tempo e giurarlo con mano
là ou'eran gente che van cinti d'oro
e di maggior lavoro,
e di più basso e di minore stato,
che se, innansi maggio,
non prendete viaggio
per ritornare, acciò ch'io sia coverta
d'isperïensa experta,
de la persona tua, padre benigno,
ch'alcun che voglia in tal grado salire
elli 'l faran venire
et ubideran lui sì come degno.
Or, se 'l mondo comincia cotal rito,
qual sera quei che non ti mostri a dito?
Io vegno qui da la beata sede,
conficta in testa de l'antica matre,
sì come a degno e benedetto patre
et anco ai cardina<l>i devoti in fede
e da sua parte parlo,
così com'io so farlo
ch' alcuna volta lei parlar si vede,
che per Dio e per mersede,
vegnate a rinviar l'errante barcha;
se no qua si ragiona di monarca,
che 'l campo ad oro che mostra l'uccel perso
amor richiama, scritto a la riverso.