240 (RVF 281)

By Girolamo Malipiero

Quante fiate al mio dolce ricetto

fuggendo altrui e, s'esser può, me stesso,

vo con gli occhi bagnando il viso e 'l petto,

rompendo coi sospir l'aere da presso.

Quante fiate sol pien di sospetto

per luoghi ombrosi e foschi mi son messo

cercando col pensier l'alto diletto,

e sol in croce il trovo, ov'io vo spesso,

e dico: o croce altera, sacra e diva,

onde convien ch'ogni ben surga ed esca

il lume per condurci a l'altra riva,

il cor mio lasso ognior così rinfresca

per speme e caritate e fede viva,

ch'al sommo Dio servir mai non m'incresca.