24.

By Tullia d'Aragona

La sembianza di Dio che 'n noi risplende

di cielo in cielo e c'ha nome beltade

e move Amor, per perigliose strade

de l'orecchie e de gli occhi al cor discende;

perché dal senso il senso il bello apprende,

e 'n la natura nostra è qualitade

ch'in mortal disiderio il mortal cade,

e così bassa voglia il senso accende.

Ond'è ch'ingombro di piacer terreno

entrando il mal fidato messaggero

fa ne l'alma sentir del suo veleno.

Quinci è che talor cade il mio pensero;

ma voi, ch'avete in man la verga e 'l freno,

ne 'l ridrizzate per erto sentero.