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By Antonio Tebaldeo

Se 'l si potesse il cielo aver per guerra,

come il seggio regal per me reavesti,

cussì per me, Ferrante, in ciel seresti.

Ma chi cum l'arme i dèi vincer crede, erra:

de ciò son specchio i figli de la terra.

Però de caldi preghi e pianti mesti

empio il tempio per te, ché sol a questi

soldati l'uscio il ciel, vinto, diserra.

Benché non bisognando me afatico,

ché al tuo partir di qua fusti racolto

sùbito in ciel, se gli è a virtude amico.

Vale, presto verrò, ché in doglia avolto

m'ha sì tua morte, e un cor che me è nemico

a torto, che star qui non posso molto.