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By Emilio Praga

Dimmi, santa memoria del mio più dolce amore,

dimmi come a Lionello battea frattanto il core!

Solo colla sua gondola, tacito, palpitante,

attendeva nell'ombra la sospirata amante...

O minuti divini di speranza e dubbiezza,

non vi valgono quelli della secura ebbrezza,

come non vince il sole del meriggio possente

il mite oro onde l'alba inghirlanda l'oriente!

Attendeva nell'ombra, presso la riva, a pochi

passi dal gran palazzo di Don Diego. I fochi

n'erano spenti; solo da una rossa cortina

un barlume che andava e venìa, peregrina

facella, certamente in mano alla contessa.

S'apre una porticina... alcun ne scende, è dessa.

Un baleno, ed ei l'ebbe nelle braccia. — Se t'amo!

— Angiol mio!... come fredda... — Non è nulla, fuggiamo!

— Perché tremi?... — Scoperti... ah! è già tardi! — E

svenuta

rotolò dentro il felze. Or Lionello, t'aiuta!

Tre gondolier stemmati guidano alla vendetta

l'uom tradito... t'ingolfa dove l'acqua è più stretta,

vola, devia, ti perdi nei laberinti oscuri,

cerca aiuto alle mille convessità dei muri,

alle volte dei ponti, ai trabaccoli vuoti;

che il nemico non senta ove il remo percoti,

e, ora a destra, ora a manca, come guizzo di lampo,

lo abbarbaglia!... Sventura!... non più speme di scampo!