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By Giambattista Giraldi Cinzio

Se 'l fato, il caso e la fortuna al mondo

regna, come tra noi par che sia mente

di chi dà lor dal corso umano il pregio,

che giova il senno e la prudenzia in terra?

Perché riman (se pur si trova) il caso,

vinto dal saggio, e 'l fato e l'aspra sorte?

Ahi quanto è l'uom dannato a estrema sorte,

che non puote veder che 'n questo mondo

potenzia di destin, forza di caso

soggiace sempre ad una desta mente,

dono del ciel, concesso a l'uomo in terra,

sol perch'egli abbia d'ogni cosa il pregio.

Sacro, santo immortale e divin pregio,

concesso a l'uom per superar la sorte

e dargli del divin, mentre egli è in terra,

cosa non vede occhio mortal nel mondo,

che retta esser non possa da la mente,

malgrado di chi pon destino e caso.

Però chi vaneggiando ascrive al caso

il tutto, od al destin dona ogni pregio,

dir si può senza ingegno e senza mente,

e merta esser in forza de la sorte

(s'ella forse non è un van nome al mondo),

per non levar giamai gli occhi da terra.

Bench'io sia chiuso in questa viva terra,

so che non vince noi destino o caso,

ma ch'un saggio veder governa il mondo,

talché rimane senza onore e pregio,

caso, necessità, destino o sorte,

appo il discorso d'una ferma mente.

E chi drizzerà gli occhi de la mente

a ciò che tra i mortali aviene in terra,

vedrà che può il saper più che la sorte,

e che vinto riman destino e caso,

da color c'han di sapienzia il pregio,

e regger sanno col giudicio il mondo.

Dunque nel mondo il dono de la mente

il pregio tiene, e tra noi regge in terra

fato, caso, destin, fortuna e sorte.