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By Nicolò Franco

Postasi al cazzo d'alga una ghirlanda,

dicea d'Arezzo il Pescator Divino,

(e per far reverenza al Dio marino

il cul tenea scoverto d'ogni banda):

Vittima ti farò dolce, e vivanda,

Barba Nettun, d'un bianco vitellino,

pur che con la mia nassa e con l'uncino

oggi pescando, il fatigar non spanda.

Così dicendo, quasi il Divo fosse

presago del suo bene, lungo un rio

del solito pescar le chiappe mosse.

E le reti allargando con desio,

prese ben trenta anguille, e lunghe e grosse,

e tutte fatte come il cazzo mio.