243

By Auteur inconnu

Non mi vedrete più, Ninfe e Pastori,

Spensierato con voi sul prato assiso

Coglier erbe odorose e vaghi fiori,

E passar lieti giorni in festa e in riso;

Anzi il nome di Eurilla e quel di Clori

Da me su i tronchi e sovra il fonte inciso

Vo' cancellare, e de' miei fidi amori

Anco il nodo più forte io vo' reciso.

Né vi importi il saper la cruda e ria

Cagion del male, che mi rode e lima,

O come in braccio al duol cheto mi stia.

Lo sa Fortuna sol, che cieca stima

Così trattarmi, e per non colpa mia

Farmi diverso assai da quel di prima.