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Non mi vedrete più, Ninfe e Pastori,
Spensierato con voi sul prato assiso
Coglier erbe odorose e vaghi fiori,
E passar lieti giorni in festa e in riso;
Anzi il nome di Eurilla e quel di Clori
Da me su i tronchi e sovra il fonte inciso
Vo' cancellare, e de' miei fidi amori
Anco il nodo più forte io vo' reciso.
Né vi importi il saper la cruda e ria
Cagion del male, che mi rode e lima,
O come in braccio al duol cheto mi stia.
Lo sa Fortuna sol, che cieca stima
Così trattarmi, e per non colpa mia
Farmi diverso assai da quel di prima.