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By Nicolò Franco

Itene, o pescator, se così d'oro

il cor v'ingombra inessicabil sete,

là dove è 'l bel Pattolo, ed otterrete

a l'ingordo disio pieno ristoro.

Indi, là dove il Tago accoglie il coro

de le sue ninfe, con la sparta rete

che vaghe rene asconde, e pur vedrete

quanto è del letto suo ricco il tesoro.

E se più sete avrete, disiando

gitene dove l'Hermo a mille a mille

va le sue chiare gemme annoverando.

Io, a le torbide onde, a le tranquille,

(dice d'Arezzo il Pescator cantando)

lieto ognior me n'andrò pescando anguille.