244

By Torquato Tasso

Qual cervo errando suole

fuggir saette o dardi,

io fuggiva i begli occhi e i dolci sguardi

fra l'erbe e le viole,

quando costei mi giunse e col suo riso,

non pur con le parole,

vita e morte mi diè così gradita:

morte perché diviso

fui da me stesso, e vita

perché l'alma felice è seco unita.