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By Alessandro Sforza

La voce già che di suavi accenti

Facea d'intorno l'aer risonare

Altro non sa che in pianto suspirare

Di pensier piena, hor troppo al core ardenti

E la mia lingua che rompea fra' denti

Parol da freddi marmi riscaldare,

Cantando di costei che non ha pace,

Hor parla sol di mie' sì mortal stenti

E la mia penna e man ch'era mai satia

Né stancha di costei scrivendo in carte,

Tremando hor scrive sol de la mia morte.

Le rime, i versi, già sì pien di gratia,

L'usato stil, l'ingegno e la mia arte

Mostran piangendo hor la mia amara sorte.