245

By Filenio Gallo

Non ch'io creda mutar con prose o versi

quel ch'è sculpito in un marmoreo sasso:

questo a fortuna et a chi può più lasso,

ch' e' giusti preghi al ciel mai non fur persi;

ma per veder se 'l cor che già ve offersi

al mio consunto corpo afflitto e lasso

potessi racquistar, poiché nel basso

jace la fede e mie' disir dispersi.

Ahi, mondo falso, ahi, vana speme e stolta,

bestial voler di suo ruina ingordo

creder stabil tener quel ch'ognor volta!

Son privo, sì, ma ben vi fo ricordo

ch'un buon servo si prova una sol volta

e invan si grida aiuto a chi è sordo.