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By Auteur inconnu

Zanotti, il Ciel mi diè scarsi talenti,

Ch'io tenni chiusi in arche avare e immonde,

Naviglio Amor, fortuna aure seconde,

E lume e scorta due begli occhi ardenti;

I quai mentre a me fur chiari e presenti,

Io seppi come andare, e dove e d'onde,

Ma poi che gelosia me li nasconde,

E indarno ho questi per mirarli intenti,

Più di mio ingegno sempre mi diffido,

Ma ben tua vela, che lasciato m'ave

Addietro, veggio, e grido che sia accorto.

Rotta la nave, or nel battel mi fido,

Troppo d'affanni e di me stesso grave,

Ed altra merce che d'obblio non porto.