246

By Celio Magno

Splende de la mia dea nel vago viso

di cortese pietate un vivo raggio,

che sicuro mi fa d'onta e d'oltraggio,

anzi mi scopre il ben del paradiso.

Ma troppo alte impromesse e dolce riso

fan che d'occulto inganno ha tema uom saggio:

che qual pesce torcendo il suo viaggio

ingordo a l'esca trae, resta deriso.

Dunque voi, cui d'amor l'arte e gli inganni

per prova aperti son, fatemi accorto,

sì ch'io gli ami suoi fugga e i suoi gran danni.

Ma se, com'odo, ogni rimedio è corto

e pur convien che 'l suo piacer ne 'nganni,

mi date almeno ond'io non resti morto.