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Carco già d'anni e dalle cure oppresso,
Ignoto abitator d'umil capanna
Tentai condurre al suon di rozza canna
Poveri armenti in riva al bel Permesso;
Né ancor col dubbio piè vestigio impresso
Avea sull'erto colle, ove s'inganna
Chi con sua forza di poggiar s'affanna,
Se non vel tragge il Divo Apollo istesso,
Quando d'Arcadia al fortunato loco,
Ove mille s'udian Cigni canori,
Un giorno entrai palustre Augello e roco.
Al folgorar de' lor chiari splendori
S'accese il petto mio di sacro fuoco,
E improvvisi sul crin nacquer gli allori.