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Con che sottil lavoro, e di che eletto
Limo viscere a te Febo compose,
Francesco, e qual veloce alto ripose
Virtù nel molle giovanetto petto!
Ed oh, se a' fior', che nell'altrui cospetto
Già di tua età la Primavera pose,
Par frutto seguirà, di te quai cose
E quante nell'Autunno io non aspetto!
Già si rallegra il tuo paese e mio,
E par che dica, vòlto a Smirna e a Manto:
"Pur sarò al par di voi famoso anch'io."
Tal è la speme del tuo nobil canto,
Ch'esser serbato a questo tardo e rio
Secol per ciò sol mi consolo e vanto.