248)

By Auteur inconnu

Con che sottil lavoro, e di che eletto

Limo viscere a te Febo compose,

Francesco, e qual veloce alto ripose

Virtù nel molle giovanetto petto!

Ed oh, se a' fior', che nell'altrui cospetto

Già di tua età la Primavera pose,

Par frutto seguirà, di te quai cose

E quante nell'Autunno io non aspetto!

Già si rallegra il tuo paese e mio,

E par che dica, vòlto a Smirna e a Manto:

"Pur sarò al par di voi famoso anch'io."

Tal è la speme del tuo nobil canto,

Ch'esser serbato a questo tardo e rio

Secol per ciò sol mi consolo e vanto.