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By Antonio Tebaldeo

Perché ti veggio a diffensar mie carte

de giorno in giorno più vehemente e fiero,

un modo che te resti entro al pensiero,

in questo mio partir, voglio lassarte.

Se me riprende alcun docto in questa arte,

taci, ché esser potria che dica il vero:

chiude gli occhi a le fiate il buono Homero,

et io son huomo, e pecco in qualche parte;

e taci, se me biasma uno huomo ignaro,

ché, se non scia, tanto il mio honore extingue

quanto una stella il sol lucido e chiaro.

Mòstrate pur, Camil, sordo et elingue:

basta che m'ami! Io non son tanto avaro

che de gli amici il cor voglia e le lingue.