249)

By Auteur inconnu

Udite, colli e piani,

Valli profonde e rive,

Vestite ora d'erbette e pria di fiori;

Odan Fauni e Silvani,

Colle silvestri Dive,

Chiuse o ne' tronchi o tra' nativi umori;

Odan Ninfe e Pastori,

Ed oda ogn'altra cosa,

Cui noto è il dolce nome,

La man, gli occhi, e le chiome

Di Crinatea gentile ed amorosa,

Cui son noti i desiri,

Acansio, e i tuoi sospiri.

Dican, qualor miraro

La chiara alma beltade

Della tua Ninfa, o te ascoltar' cantando,

O mossi a paro a paro

Vidervi con pietade

Bei segreti d'Amor soli parlando,

Come udendo e mirando

Di nuova invidia e speme

Arsero ad ora ad ora,

E come ancor talora

Disser con dolce meraviglia insieme:

"Quando si vide innanti

Un simil par d'amanti?

Quando e mai Ninfa alcuna

Fu di costei più vaga,

E Pastor quando mai più fortunato?"

E ripetean ciascuno

Chiara per alta piaga

D'Amore istoria, o per giocondo stato.

Poscia l'acerbo fato

Vedean di Troia, ed arse

L'alte superbe mura,

E di sua rea sventura

Sconsolata pe' boschi Enon lagnarse;

E vedean anco Adone,

Un fior tra le corone.

Ma ben diversi eventi

Di voi, con altri auspici,

Presagian lieti avventurosi al fine,

E lor si fean presenti

I lunghi dì felici

E l'ore del gioire omai vicine.

Non pria cadran le brine

E seccheran le foglie,

Ch'ambo sarete giunti,

D'un stral medesmo punti,

A fin di vostre oneste ardenti voglie,

E fia cara e gradito

Sposa ella e tu marito.

Quante per questi boschi

Allora e per li prati

Sampogne e versi di Pastor' s'udranno!

A cui dagli antri foschi

Eco in suoi modi usati

E i verdi colli ognor risponderanno.

Quai l'amor canteranno,

Chi loderà la fede,

E chi il leggiadro aspetto,

Chi il viso, il collo, il petto,

E chi la bianca mano, e chi 'l bel piede,

Chi della Ninfa bella

La grazia e la favella.

E tu, più ch'altri, udrai,

Santo Imeneo, parole

Risonar di te degne ed onorate.

Tu rinnovellerai

Nell'aspettata prole

Degli Avi le virtudi alme e pregiate.

Per te la nostra etate

Risorgerà dal limo,

Vaga di nuove imprese,

E il nostro almo paese

Tornerà all'arti ed al valor suo primo:

Tai gli esempj e i consigli

Saran de' vostri figli.

Acansio, o rozza mia, prega a star lieto,

Ché non fu di Pastore

Mai più felice amore.