25 (210)
Vezzosissima Ermilla,
Qual nuovo ardor sfavilla
Sulle guance rosate,
Già dolcemente ornate
D'un pallido colore
Di viola e d'amore!
Bella ne' tuoi pallori,
Bella ne' tuoi rossori;
Tu sei qual Colombetta,
Che al Sole si diletta,
Ed al collo gentile
Or spiega aureo monile,
Or di smeraldi il cinge,
Or di porpora il tinge;
E così varia e vaga
I riguardanti appaga.
Bella ne' tuoi pallori,
Bella ne' tuoi rossori;
Tuo volto peregrino,
Quasi ameno giardino,
Scopre le sue fiorite
Varie pompe gradite;
Ed ora è che s'ammanti
Di gigli e d'amaranti,
Or di giacinti e gigli,
Or di lieti e vermigli
Anemoni e di rose
Candide e vergognose.
Oh nuova aurora e bella;
Già pallidetta Stella;
Più bella de i marini
Coralli e de i rubini;
E dell'Iri celeste,
Che d'ostro e d'or si veste,
Più bella; e vie più rara
E bella e dolce e cara
Della Fenice altera,
Che laddove alto impera
Vanta serto e tesoro
D'almi piropi e d'oro!
Ma tu, col bel colore
Di viola e d'amore,
Amor già non perdesti,
Ermilla? Ah, nol perdesti.
E il tuo cor, che improvviso
Mosse or sul labro il riso:
“Ama” (per te mi dice),
“Ama Ermilla, felice.”
Felice Ermilla, amante!
Tu godi trionfante
Di tante alme severe,
Che in guise lusinghiere
Arsero a mille a mille,
Per le vive faville
Di quella, che riluce
Fresca cerulea luce
Ne' sereni occhi tuoi;
Negli occhi, onde ben puoi
Con Pallade e Giunone
Girtene in paragone.
Tu godi, perché t'ama,
Amato, e te sol brama
Il tuo Vago, il tuo Fido,
Che già ritroso o infido
Facea languirti in doglia.
Godi che sien sua voglia
Tuoi nobili desiri,
Che teco ei pur sospiri,
E che, se piangi, intanto
Ei pianga al tuo bel pianto.
Bella ne' tuoi pallori,
Bella ne' tuoi rossori;
Ermilla graziosa,
Costante, avventurosa,
Che per cangiar colore
Pur non perdesti amore:
Per te sull'Elicona
Io formerò corona
Di Rose e di Viole
E musiche parole;
Tal che in leggiadri modi
Tu arrossi alle mie lodi:
E quel rossor ti mostri
Più bella agli occhi nostri.